Oratorio di Sant’Antonio, Concorezzo
Intervento di restauro conservativo
L’intervento ha riguardato principalmente i dipinti affrescati del Presbiterio
Intervento
L’intervento di restauro ha recuperato il ciclo di affreschi presente nel Presbiterio, caratterizzato da una volta a crociera, interamente ricoperta da affreschi del XVII secolo di Scuola Lombarda, raffiguranti tre angeli alati e Dio Padre, la figura del Cristo Salvatore, e un pregevole affresco con l’Adorazione dei Magi.
Tale ciclo, di notevole pregio storico e artistico, risultava fortemente compromesso da lacune, decoesione della pellicola pittorica, disgregazione, perdita di cromatismi, rappezzi e vecchie stuccature non idonee alla conservazione.
La Chiesa oggi intitolata a S. Antonio risultava già edificata nel IX secolo e originariamente era intitolata al Signore Salvatore (Domini Salvatoris). Sottoposta nei secoli a diverse opere di trasformazione e rimaneggiamento, da notizie storiche risulta che nel 1500 fosse costruita su più navate, come anche deducibile dagli archi in cotto ancora presenti sulle pareti dell’unica navata attualmente presente.
La Scuola del Beato Angelico intorno al 1930 aveva già operato un primo importante progetto di restauro.
Fig. 1 – Prima
Fig. 2 – Dopo
Before
After
Lavori di Restauro
Le figure delle quattro vele della volta a crociera sono ancora leggibili ma fortemente deturpate da lacune anche ampie, oltre a questo si aggiunge la decoesione della pellicola pittorica con perdita dei cromatismi, alcuni rappezzi, e diffuse macchie di salnitro. Per alcune figure la presenza di rappezzi o vecchie stuccature trattate in maniera maldestra causano forte interferenza visiva.
Le fasce decorative floreali di tipo ripetitivo presentano anch’esse segni del fenomeno di disgregazione superficiale e polverizzazione con indebolimento e possibile perdita di materia cromatica.
Per quanto riguarda gli affreschi delle pareti del presbiterio si nota come intere parti delle scene siano ormai poco visibili: il paesaggio raffigurato sulla parete destra risulta leggibile solo nella sua metà superiore; per il resto vi sono estese macchie, lacune, “zone bianche” in cui la pellicola pittorica è quasi del tutto mancante.





























